Preparare report pubblicitari non è solo un modo per aggiornare il cliente: è un momento cruciale per analizzare i risultati, capire cosa sta funzionando e dove intervenire. In questo articolo ti spiego come strutturo i miei report, ogni quanto li invio, quali dati includo e in che formato li presento. Una guida utile per freelance, agenzie o chiunque voglia offrire un servizio trasparente e professionale.
Ogni quanto creare un report
La cadenza giusta dipende dal tipo di progetto, ma personalmente preparo un report ogni due settimane. È il tempo ideale per raccogliere dati sufficienti a evidenziare tendenze e performance, senza sommergere il cliente con numeri inutili o troppo ravvicinati.
Se le campagne sono molto dinamiche o si lavora con budget elevati, si può valutare una cadenza settimanale.
Strumento che uso per i report
Utilizzo Google Fogli per un motivo semplice: è flessibile, condivisibile in tempo reale e permette di strutturare i dati in modo pulito, aggiungendo formule, grafici e filtri dove serve.
Tuttavia, quando è necessario presentare i dati in modo più visivo, ad esempio durante una call o per riepiloghi mensili, mi affido alle presentazioni online. Sono un’ottima soluzione per creare slide chiare e personalizzabili, soprattutto se devi spiegare il significato dei numeri o fare storytelling. Oggi esistono software per presentazioni che permettono di unire dati e design in modo semplice e veloce, come le Canva presentazioni, ideali anche per sostituire il classico PowerPoint.
Struttura di un report: cosa inserire
I dati da includere cambiano in base all’obiettivo delle campagne. Ecco la struttura che seguo per i due casi principali: vendita e lead generation.
1. Report per campagne di vendita
Quando il cliente ha un e-commerce e l’obiettivo è vendere, questi sono i dati fondamentali da inserire:
- Spesa pubblicitaria totale per piattaforma (es. Meta, Google Ads)
- Fatturato generato da ogni piattaforma
- ROAS (Return On Ad Spend)
- ROI (Return On Investment)
- Vendite totali dal sito (incluso organico)
- Quota di vendite organiche (calcolata sottraendo le vendite da ads)
- Vendite per categoria di prodotto
- Margine netto stimato
- Costo medio di spedizione per ordine
- Costo medio per vendita
- Eventuali note sulle creatività performanti, tipologia di pubblico, piattaforme più redditizie
2. Report per campagne di lead generation
Per campagne che puntano a raccogliere contatti (lead), come nel caso di form, newsletter o prenotazioni, ecco le metriche chiave:
- Spesa pubblicitaria totale
- Numero di lead generati
- Costo per lead (CPL)
- Fatturato generato dai lead
- Fatturato per lead
- ROAS
- Margine netto complessivo
- Margine per lead
- Analisi qualitativa dei lead, se disponibile (es. contatti realmente interessati o meno)
Presentare i dati in modo chiaro e leggibile
Un report pieno di numeri ma difficile da leggere non serve a nulla. L’obiettivo è far capire a colpo d’occhio cosa sta andando bene e dove serve migliorare.
Ecco qualche consiglio che seguo sempre:
- Evidenziare i KPI principali (colori, grassetti, box)
- Aggiungere grafici o tabelle comparative per mostrare l’andamento rispetto al periodo precedente
- Usare commenti e spiegazioni testuali per contestualizzare i numeri
- Includere conclusioni e azioni consigliate (es. “aumentare budget su Meta”, “sostituire creatività X”)
Quando c’è bisogno di una sintesi visuale, utilizzo Canva presentazioni per creare slide da condividere durante le call, rendendo tutto più comprensibile anche ai clienti meno tecnici. È una soluzione perfetta per trasformare report tecnici in presentazioni online d’impatto.
Conclusione
Un buon report pubblicitario non è solo un file da inviare: è uno strumento di lavoro e di comunicazione. Permette al cliente di fidarsi, capire e decidere insieme a te le prossime mosse. Che tu scelga Google Fogli, un software per presentazioni o un mix tra i due, l’importante è che i dati siano accurati, rilevanti e ben spiegati.
Se ti serve una mano per strutturare i tuoi report o vuoi capire come migliorare l’efficacia delle tue campagne, scrivimi.
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